venerdì 10 luglio 2009
Intervista a padre Alex Zanotelli in merito al G8 de L'Aquila
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giovedì 9 luglio 2009
Nucleare e Class Action: Italiani presi in giro!
Il disegno di legge sullo sviluppo è stato approvato definitivamente dal Senato. Il testo contiene fra l’altro due importanti provvedimenti che sanciscono da un lato il ritorno al nucleare, dall’altro l’introduzione di una class action all’italiana. Su entrambe le iniziative il governo si sta pronunciando da tempo con grande enfasi, ma a nostro giudizio si tratta dell’ennesima presa in giro nei confronti degli italiani.
Nel caso della class action si è di fronte ad un vero e proprio annacquamento di quella che avrebbe dovuto essere una normativa varata a tutela dei cittadini contro gli abusi e i soprusi della aziende e che invece a conti fatti tutela queste ultime da una “vera” class action, quella di tipo americano per intenderci.. Come avevamo paventato pochi gironi fa, (vedi…..) la versione approvata da questo governo è nettamente peggiorativa di quanto predisposto dal governo Prodi, già di per se alquanto limitativa, per cui riteniamo che difficilmente potrà portare qualche beneficio ai cittadini.
Nel caso del nucleare invece si tratta non solo di ripercorrere con trenta anni di ritardo una strada sulla quale gli italiani si erano già espressi in passato e che rappresenta la peggiore soluzione al problema energetico – su ciò avremo ampie occasioni di discussione in occasione della promozione del V3 Day contro il nucleare - , ma di innescare nell’ambito della convivenza civile e politica di questo paese una vera e propria mina (nucleare) vagante!
Una parte dell’opinione pubblica purtroppo ha abboccato con estrema ingenuità alla campagna disinformativa messa in atto dal governo, tra l’altro con la complicità di buona parte di quella che si gloria di definirsi “opposizione”, secondo la quale la soluzione più semplice per fronteggiare la fame di energia sia il ricorso al nucleare. Ora però, ammesso che questa normativa non trovi altri ostacoli di tipo normativo o burocratico, si presenta un grosso problema: l’individuazione dei siti dove costruire le centrali e quelli per lo stoccaggio e lo smaltimento delle scorie radioattive.
Infatti la gran parte dei Comuni d’Italia è sul piede di guerra. L'ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani – si è vista negare dal Governo la richiesta di rendere vincolante il parere degli enti locali nella scelta dei siti per cui potrebbero sorgere grossi problemi qualora Comuni e Regioni, sotto la spinta della stragrande maggioranza dei cittadini, dovesse rifiutare qualsiasi proposta di collocazione di tali siti, anche se sono previste “compensazioni” per le zone prescelte (compensazione per cosa?).
Se a tutto ciò si aggiunge il fatto che la normativa varata dal governo prevede che i siti individuati, così come i siti di stoccaggio dei rifiuti e gli inceneritori, possano essere dichiarati siti di interesse nazionale e quindi soggetti a tutela militare e sottratti a qualsiasi controllo da parte dei cittadini – ai siti non si potrà accostare nessuno - si tratta indubbiamente di una norma che può gravemente contribuire a mettere in pericolo la pace sociale nel nostro paese, anche perché si tratta di una situazione che si aggiunge alle turbolenze derivanti dai problemi economici e di vita quotidiana derivanti dalla crisi finanziaria ed economica globale che, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è ben lungi dall’aver esaurito i suoi effetti.
Certo è, comunque, che se qualcuno criticava il NO al nucleare lamentandosi perchè eventuali incidenti nelle centrali poste negli altri paesi a noi limitrofi avrebbero comunque avuto conseguenze anche da noi, potrà adesso dormire sonni tranquilli: il rischio di incidenti adesso lo avremo direttamente sotto casa!
Quanto alla mina nucleare di cui sopra ha, purtroppo, un ulteriore grave caratteristica: è quasi certo che abbia una miccia lunga, per cui , visto l’insano egoismo dei genitori, probabilmente scoppierà nelle mani dei figli!
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Yes We Camp!
Yes We Camp!
Yes, We Camp! è il grido di denuncia della gestione scellerata dell’emergenza post-sisma.
Per la prima volta nella storia recente dei terremoti dopo tre mesi la popolazione è ancora sotto le tende e ci dovrà stare, secondo i piani del Governo, ancora per molto.
Yes, We Camp! per smascherare le mancate promesse del presidente del consiglio. Dopo tante parole nessun fatto. I provvedimenti sono del tutto insufficienti, i soldi stanziati troppo pochi.
Yes, We Camp! per urlare tutti fuori dalle tende, ora! Si requisiscano le case sfitte o invendute, si installino container, roulotte, casette di legno.
Yes, We Camp! per affermare che tutti gli aquilani debbono tornare all’Aquila. Non si pensi a settembre di sistemare un solo abitante fuori dal proprio comune, in alberghi della regione. Ci opporremo a questa deportazione con ogni mezzo necessario.
Yes, We Camp! per constatare che si sono persi inutilmente tre mesi: nessuna opera di ricostruzione, solo lavori per il G8.
Yes, We Camp! per denunciare il processo di devastazione ambientale e sociale del nostro territorio perpetrato mediante la localizzazione del piano C.A.S.E. Non vogliamo una grande new town diffusa!
Yes, We Camp! per informare tutto il mondo del processo di militarizzazione e confisca degli elementari diritti costituzionali nei campi: di informazione, di riunione, di espressione.
Yes, We Camp! vuol dire 100% ricostruzione, trasparenza, partecipazione. Non accettiamo decisioni prese dall’alto che non hanno a cuore al bene del territorio ma vanno a beneficio delle solite clientele e speculazioni.
Yes, We Camp! è la nostra ironia per dire a tutti che siamo vivi e determinati a difendere e far rinascere la nostra Terra.
La targa all’ingresso del Castello dell’Aquila è ancora intatta.
La apposero i dominatori spagnoli nel cinquecento e recita:
“ad reprimendam audaciam aquilanorum”
(fonte: http://www.3e32.com)
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lunedì 6 luglio 2009
Cina: insurrezione popolare repressa nel sangue?

140 morti nei disordini di Xinjiang, centinaia di arresti
PECHINO (Reuters) - Circa 140 persone sono morte nei disordini che ieri hanno scosso Xinjiang, regione dell'estremo occidente della Cina e che il governo cinese ha definito un complotto contro il suo potere. Molte persone sono scese nelle strade della capitale, Urumqui, bruciando veicoli e scontrandosi con la polizia e soldati anti-sommossa. Il bilancio delle vittime è di 140, secondo quanto scrive l'agenzia di stampa semi-ufficiale China News citando Li Zhi, il capo del partito comunista di Urumqui City, che ha parlato ad una conferenza stampa stamani. Un dispaccio dell'agenzia di stampa ufficiale Xinhua riferisce che ci sono 816 feriti, secondo la polizia regionale. Il governo ha fissato il numero di persone per strada tra 300 e 500, mentre altre fonti parlano di 3.000. La polizia cinese ha arrestato "diverse centinaia" di persone che hanno partecipato alle violenze, compresi 10 personaggi chiave che hanno alimentato le proteste, scrive Xinhua. Gli scontri hanno seguito una protesta ad Urumqi - città da 2,3 milioni di abitanti a 3.270 km da Pechino -- contro la gestione del governo degli scontri alla fine di giugno tra lavoratori di etnia Han e uiguri nella Cina meridionale, dove due uiguri sono morti. Stamani la "situazione è sotto controllo", scrive Xinhua.
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Vediamo adesso se i media occidendali, sia di destra che di sinistra, si scatenano a favore delle "istanze democratiche" dello Xinjang contro il "regime" di Pechino, come hanno fatto con l'Iran. Solo che in questo caso non c'è un morto, ce ne sono 140! Perchè non appoggiamo in massa le "istanze democratiche" di quei popoli? E la repressione in Tibet a che punto sta?
Perchè non "portiamo la democrazia" anche in Cina, magari preceduta da qualche bombardamento a tappeto sulla popolazione e con un coreografico sbarco di marines?
O forse non abbiamo le "palle" per fare la voce grossa anche con i cinesi?
Tra l'altro mi pare che la bomba atomica i cinesi ce l'abbiano già, o sbaglio?
Adesso c'è il G8, che aspettiamo a dichiarare un bell'embargo economico? O forse è più "democratico" fare due pesi e due misure?
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Giovanni Nocella
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domenica 5 luglio 2009
RIFIUTI ZERO! 11 luglio - Inizio raccolta firme per legge regionale

La campagna NON BRUCIAMOCI IL FUTURO, alla quale come CITTADINI DEL GOLFO DI GAETA intendiamo aderire attivamente in collaborazione con gli Amici di Beppe Grillo di Roma, ha deciso di iniziare a raccogliere le firme a sostegno della legge di inizativa popolare regionale sui rifiuti sabato 11 LUGLIO. Si stanno organizzando per quella giornata banchetti di raccolta firme ad Anagni, Civitavecchia, Albano, Ostia ed ovviamente Roma.
· La Regione Lazio ripudia l'incenerimento come mezzo di risoluzione del problema dei rifiuti.
· La gerarchia di intervento sui rifiuti deve rispettare il seguente ordine: Prevenzione, Riduzione,
Riuso, Riciclaggio e Recupero dei materiali e, solo per la parte residua, lo smaltimento potrà essere eseguito in discariche su siti esclusivamente pubblici distanti 5 km dai centri abitati e 2 km dalle case sparse.
· La Raccolta differenziata porta a porta diviene il sistema principale di raccolta rifiuti in tutto il territorio regionale, salvo i casi di dispersione abitativa.
· Si promuove la progettazione e la realizzazione di impianti di riciclaggio (modello Vedelago) e di compostaggio.
· Il Recupero di energia dai rifiuti può essere previsto tramite esclusivamente la produzione di biogas.
· La separazione netta tra le attività di Raccolta / Riciclaggio e quella di Smaltimento, in funzione di evitare posizioni di monopolio gestionale.
· vengono previsti obiettivi stringenti entro 6 mesi, 1 anno, 2011 e 2020 con sanzioni nei confronti dei comuni inadempienti.
· Si prevede la partecipazione attiva dei cittadini alle attività decisionali in materia di gestione dei rifiuti, come previsto dalla direttiva europea e dalla convenzione di Arhus.
· L’introduzione di una tassa regionale contro l’usa e getta, posta a carico dei produttore e dei distributori, con la destinazione di questi fondi alla produzione e distribuzione degli stessi prodotti realizzati con materiali compostabili e biodegradabili.
· Si prevede una detassazione per coloro che praticano azioni certificate di riduzione dei rifiuti.
· Si fissa il principio che la Regione Lazio si doti di una rete di centraline di monitoraggio pubbliche che
consenta la gestione trasparente dei dati di emissione dalle principali fonti di inquinamento industriale.
La campagna si regge su due pilastri:
LA LEGGE (che trovi qui) e il PIANO RIFIUTI (che trovi qui). La legge è la cornice per l'applicazione del piano rifiuti.
Il piano rifiuti, come vedrete, è un'analisi accurata circa la situazione attuale sulla gestione dei rifiuti nel Lazio, indica, inoltre, le soluzioni percorribili per una gestione dei rifiuti sostenibile senza inceneritori con l'obiettivo dei RIFIUTI ZERO ENTRO IL 2020!
Nel piano si promuovono i centri riciclo sul modello di VEDELAGO (ricordiamo una srl che non ha usufruito di finanziamenti pubblici, dove si recupera il 97% della frazione secca dei rifiuti di 1 milione di persone!!! I rifiuti domestici sono composti per un 70/75% di materiali secchi e per un 25/30% umidi)) ed i centri di compostaggio.
Per far si che il consiglio regionale del Lazio discuta questa proposta di legge, bisogna raccogliere 10.000 firme (con ceritificatore!!) di residenti nel Lazio entro il 24 dicembre, ma per dare forza a tale iniziativa sarebbe meglio se ne raccogliessimo almeno 30.000.Occorre quindi che la mobilitazione sia generale, anche nelle nostre terre.
Serve un minimo di autofinanziamento, programmare una o più giornate di raccolta firme, dare una mano nella gestione della/e giornata/e, montare smontare gazebi, volantinare, raccogliere le firme, accettare le offerte libere sui gadget (magliette, spille ecc).
Serve unop o più certificatori (notai, pubblici ufficilai, consiglieri)
Chiunque voglia dare concretamente un aiuto ci contatti al nostro indirizzo e-mail.
Maggiori dettagli sull'iniziativa qui
Qui il video di presentazione della campagna
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sabato 4 luglio 2009
Vicenza: polizia carica corteo "No dal Molin"
...... e ci permettiamo di criticare l'Iran?
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mercoledì 1 luglio 2009
Testamento biologico: importante vittoria della Lista Grillo al Municipio XI di Roma
Isitutito il registro municipale del testamento biologico.
Il 21 maggio 2009, la Giunta del Municipio Roma XI, su mandato del Consiglio Municipale e grazie all'iniziativa del Consigliere della Lista Civica Amici di Beppe Grillo di Roma Giancarlo Balsamo ha deliberato l'istituzione del Registro dei Testamenti Biologici e delle Disposizioni di fine vita.
Il cittadino romano che abita nell'XI municipio di Roma, ha la possibilità dunque di disporre delle sue volontà in tema di testamento biologico. Basta recarsi in Via degli Armatori 13 insieme al proprio testimone fiduciario, cioè la persona che firmerà insieme a lui il registro a testimonianza della consegna al pubblico ufficiale della lettera con le disposizioni da lui decise sulla donazione degli organi, sul tipo di sepoltura, sulla eventuale alimentazione assistita ed il mantenimento in vita con l'ausilio di macchinari.
Si tratta di una grande conquista a livello di diritti civili, un lavoro straordinario, di rilevanza nazionale, soprattutto in tempi così bui. Infatti, mentre in Svizzera il testamento biologico diventa legge nazionale in Italia il registro dei testamenti biologici è stato istituito solo a Roma, in soli due Municipi ed uno di questi è quello dove Giancarlo Balsamo è consigliere per la Lista Civica 5 Stelle!
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